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| CITAZIONE (Fulvio Gandolfi @ 13/8/2007, 15:04) .....La libertà di stampa in Italia ?
Ti riposto alcuni concetti espressi da Vittorio Feltri in un'intervista apparsa sul magazine Conto Arancio News. D : Fino a che punto è lecito per un editore controllare o condizionare le scelte di un direttore ? R : L'editore puro in Italia non esiste e non è mai esistito. Nessuno investe nell'editoria per il business della stampa. I padroni dei giornali sono banchieri, imprenditori, costruttori. Come direttore le libertà te le devi conquistare. D : E questo cosa significa ? R : Non dobbiamo dimenticare mai che i giornali hanno un proprietario e che il proprietario ha dei legami, delle esigenze, dei problemi e si rapporta con altre persone. Il proprietario determina _ indirettamente per la redazione, ma direttamente per il direttore - delle linee politiche, economiche, finanziarie. Per essere chiari : se l'editore è Agnelli, è molto difficile che si parli della crisi dell'automobile in un certo modo. Il problema si ripropone, per altri versi, se l'editore è De Benedetti o Berlusconi. Non dimentichiamo mai che alla libertà singola del giornalista si contrappone la progettazione dell'editore, che sceglie il proprio direttore proprio in base a certe considerazioni e per raggiungere determinati obiettivi. Fin quando ci sarà un padrone, la libertà di stampa non potrà essere assoluta. Quand'anche non ci fosse un padrone, ma una cooperativa, le cose non cambierebbero : anche la cooperatva ha i suoi punti di riferimento. Mi autoquoto. Bravo Feltri. Facevi il fenomeno quando eri direttore di Libero e regalavate migliaia di copie nella metro, testimoniato da Report, per ottenere i finanziamenti pubblici e dissertavi sulla libertà di stampa che NON SI HA se l'editore è Berlusconi. Chissà cosa diresti oggi, che Berlusconi è il tuo editore ? Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati. (B.Brecht) |
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